il perché del Cicci Festival_mio non esiste
Viviamo in un’epoca in cui il costante sviluppo delle tecnologie informatiche e la loro diffusione capillare offrono infinite e vastissime possibilità di sapere, conoscere, e ricercare.
Notiamo come peró, paradossalmente, queste possibilitá siano proporzionali alle restrizioni che l’industria del cinema, della musica, quella editoriale e quella informatica applicano sull’uso, la copia e la diffusione dei prodotti culturali.
Concetti come diritto d’autore e proprietá intellettuale, nati per tutelare i creatori, sono diventati armi con cui le majors e i grandi gruppi editoriali restringono il libero accesso alle creazioni, instaurando cosí dei veri e propri monopoli culturali.
Una tutela legale che serve da facciata per l’applicazione dell’ ennesimo modello economico capitalista, le cui immediate consequenze sono quella di accrescere esponenzialmente il guadagno delle industrie, a scapito dei creatori, e di diffondere in modo massivo prodotti commerciali, privando il pubblico di gran parte della produzione culturale indipendente.
Il Cicci Festival nasce con lo scopo di creare uno spazio di riflessione e sensibilizzazione per capire quali sono le alternative a questo modello tirannico di accesso alla cultura, presentando esperienze creative “libere”, ovvero progetti di creatori che hanno scelto di diffondere le loro opere con licenze copyleft.
In linea generale la licenza copyleft si articola su tre punti fondamentali:
- Permette la copia dell’opera.
- Permette la distribuzione non commerciale.
- Permette la modifica dell’opera.
Questi tre posibilitá cambiano in base al tipo di prodotto culturale in questione e alla volontá dell’autore.