Viaggiamo attraverso campagne innevate che ammiro con lo stupore di chi è nato e vive sulla costa mediterranea. Si tratta di un paesaggio del tutto insuale per me e non fa altro che aumentare il fascino del viaggio in treno e la voglia di arrivare a Livorno e vedere se anche lí sta nevicando.
Alla stazione ci aspettano i miei genitori che ci lasciano gentilmente una macchina. Con Traficantes ci avviamo su 4 ruote verso il TOR. Eccomi a casa. Fervono i preparativi: le 10 foto selezionate del Cicci Flickr Contest, Mio non esiste, sono stampate e appese all’entrata del teatro.

Il Dj residente Charlie Atomix sta mettendo a punto gli ultimi dettagli per il set dell’aperitivo, mentre parte del collettivo del Teatro Officina Refugio prova il riuscitissimo esperimento della Slam poetry. Blas dei Traficantes ci ha consigliato di visitare la pagina di Manual de Lecturas Rapidas para la Resistencia dalla quale si possono scaricare liberamente testi poetici. É stata scelta ”Bienvenido al club”, tratta da El corte bajo la piel Jorge Riechmann.
L’ atrio e il bar del Tor si riempiono di gente che curiosa tra le pietanze creative della cena con la stessa disinvolutura con cui siede davanti agli schermi dove va in onda una selezione di video Creative Commons, o di fronte al pc dove è installata una versione demo del sistema operativo Ubuntu. Abbiamo anche la posibilità di firmare la petizione contro i decreto dell”equo compenso” del ministro Bondi, e non perdiamo l’occasione per manifestare il nostro dissenzo.
Arrivano gli ospiti della tavola rotonda, ribatezzata per motivi scenografici la “tavola spigolosa”. Ci sono:
Sonny e Matilde di Eris edizioni, editori.
Francesca e Alessandro de I Licaoni, videomakers.
Enrico Battocchi, programmatore e blogger.
Alessandra Falca con il porgetto Re.Di.ViVi, i dischi del Refugio
Francesca e Carlo di GnuFunk radio
Blas, Emmanuel e David dei Traficantes de sueños.
E poi io, a moderare la conversazione.
Ogni ospite presenta il proprio progetto, che qui potete trovare nella sezione Main characters del blogroll.
Inizia lo scambio di opinioni e il confronto tra questi creatori provenienti de diversi ambiti culturali e tecnologici che hanno optato per la formula del some rights reserved. Per conoscere le loro esperienze, parliamo del tipo di licenza che ognuno di loro ha scelto per il proprio lavoro, e di quali sono stati i vantaggi e le difficoltà di questa scelta.
Per i Traficantes, il cui catalogo é interamente scaricabile dalla loro pagina web sotto la licenza di attribuzione, non commerciale, non derivata, il fatto di rendere disponibili per il download i testi che pubblicano, risponde alla la funzione sociale dell’editore, il cui primo compito é quello di fare cultura attraverso la pubblicazione e la diffusione dei libri. Affermano che questa scelta li ha aiutati a livello commerciale perche ha permesso loro di raggiungere un pubblico molto piú vasto, includendo cosí anche un’ampissima serie di lettori potenziali, molti dei quali sono diventati veri e propri clienti dopo aver scaricato i testi dalla web. Anche Antonella Beccaria, che ascoltiamo attraverso podcast, sottolinea di
avere sensazioni positive rispetto alle possibilitá di promozione delle sue opere rilasciate con licenza Creative Commons.
In linea di massima dalla tavola spigolosa emerge la necessitá di diffondere il piú possibile l’uso delle licenze creative, per normalizzare questa pratica e quindi legittimare l’alternativa al copyright ma anche e soprattutto, per compiere dei passi importanti verso la costituzione di un procomun culturale ovvero un corpus di opere e di contenuti accessibili al pubblico generale.
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