13/03/2010

Postati in diario su 12 marzo 2010 da some30stuff

É passato un mese esatto dalla conclusione del Trafitour a Livorno…ogni esperienza ha bisogno di un “tempo di sedimentazione”. A livello personale posso affermare che rapportarmi con realtá cosí diverse, come lo sono i tre spazi che hanno accolto i Traficantes nel loro tour italiano, é stato un ottimo esercizio relazionale e organizzativo. I loro interventi hanno apportato importanti spunti di riflessione  e un esempio solido da seguire. Per questo mi va di ringraziarli di nuovo in questa sede…e di mandare un abbraccio a tutti coloro che ci hanno appoggiato, ospitato e ascoltato.

Questo blog verrá aggiornato con le notizie delle iniziative scaturite dal viaggio e con i materiali multimedia relativi al tour e alle attivitá correlate.

13/02/2010 Livorno

Postati in diario con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , su 12 marzo 2010 da some30stuff

Viaggiamo attraverso campagne innevate che ammiro con lo stupore di chi è nato e vive sulla costa mediterranea. Si tratta di un paesaggio del tutto insuale per me e non fa altro che aumentare il fascino del viaggio in treno e la voglia di arrivare a Livorno e vedere se anche lí sta nevicando.

Alla stazione ci aspettano i miei genitori che ci lasciano gentilmente una macchina. Con  Traficantes ci avviamo su 4 ruote verso il TOR. Eccomi a casa. Fervono i preparativi: le 10 foto selezionate del Cicci Flickr Contest, Mio non esiste, sono stampate e appese all’entrata del teatro.

Il Dj residente Charlie Atomix sta mettendo a punto gli ultimi dettagli per il set dell’aperitivo, mentre parte del collettivo del Teatro Officina Refugio prova il riuscitissimo esperimento della Slam poetry. Blas dei Traficantes ci ha consigliato di visitare la pagina di Manual de Lecturas Rapidas para la Resistencia dalla quale si possono scaricare liberamente testi poetici. É stata scelta ”Bienvenido al club”, tratta da El corte bajo la piel  Jorge Riechmann.

L’ atrio e il bar del Tor si riempiono di gente che curiosa tra le pietanze creative della cena con la stessa disinvolutura con cui siede davanti agli schermi dove va in onda una selezione di video Creative Commons,  o di fronte al pc dove è installata una versione demo del sistema operativo Ubuntu.  Abbiamo anche la posibilità di firmare la petizione contro i decreto dell”equo compenso” del ministro Bondi, e non perdiamo l’occasione per manifestare il nostro dissenzo.

Arrivano gli ospiti della tavola rotonda, ribatezzata per motivi scenografici la “tavola spigolosa”. Ci sono:

Sonny e Matilde di Eris edizioni, editori.

Francesca e Alessandro de I Licaoni, videomakers.

Enrico Battocchi, programmatore e blogger.

Alessandra Falca con il porgetto Re.Di.ViVi, i dischi del Refugio

Francesca e Carlo di GnuFunk radio

Blas, Emmanuel e David dei  Traficantes de sueños.

E poi io, a moderare la conversazione.

Ogni ospite presenta il proprio progetto, che qui potete trovare nella sezione Main characters del blogroll.

Inizia lo scambio di opinioni e il confronto tra questi creatori provenienti de diversi ambiti culturali e tecnologici che hanno optato per la formula del some rights reserved. Per conoscere le loro esperienze, parliamo del tipo di licenza che ognuno di loro ha scelto per il proprio lavoro, e di quali sono stati i vantaggi e le difficoltà di questa scelta.

Per i Traficantes, il cui catalogo é interamente scaricabile dalla loro pagina web sotto la licenza di attribuzione, non commerciale, non derivata,  il fatto di rendere disponibili per il download i testi che pubblicano, risponde alla la funzione sociale dell’editore, il cui primo compito é quello di fare cultura attraverso la pubblicazione e la diffusione dei libri. Affermano che questa scelta li ha aiutati a livello commerciale perche ha permesso loro di raggiungere un pubblico molto piú vasto, includendo cosí anche un’ampissima serie di lettori potenziali, molti dei quali sono diventati veri e propri clienti dopo aver scaricato i testi dalla web. Anche Antonella Beccaria, che ascoltiamo attraverso podcast, sottolinea di

avere sensazioni positive rispetto alle possibilitá di promozione delle sue opere rilasciate con licenza Creative Commons.

In linea di massima dalla tavola spigolosa emerge la necessitá di diffondere il piú possibile l’uso delle licenze creative, per normalizzare questa pratica e quindi legittimare l’alternativa al copyright ma anche e soprattutto, per compiere dei passi importanti verso la costituzione  di un  procomun culturale ovvero un corpus di opere e di contenuti accessibili al pubblico generale.

 

 

12/02/10 Roma

Postati in diario con i tag , , , su 18 febbraio 2010 da some30stuff

Arriviamo a Termini che la neve in cittá si è già sciolta, ma dal cielo continuano a cadere delle strane gocce d’acqua condensata. 

Luca ci scorta fino a casa dove riusciamo a riposare prima di  riuscire nella gelida serata romana e andare all’ ESC. Qui l’ assemblea é evidentemente orientata a tracciare le linee per la creazione di un’impresa sociale all’ interno dell’ ESC. L’occupazione di questo spazio da parte del movimento studentesco risale a 5 anni fa. Il successo delle iniziative nate in seno all’atelier ha permesso poi che al movimento venisse concesso uno spazio piú grande. Adesso i membri del collettivo, che hanno in generale il profilo di quelli che in Italia si chiamano i lavoratori della conoscenza, si chiedono come professionalizzare la loro attivitá, come dotare la loro lotta di una continuitá produttiva, e far quindi coincidere l’impegno politico con quello professionale.

Il progetto Traficantes puó e deve essere in questo senso, un esempio di come far convergere i propri ideali in un’attivitá di produzione intellettuale autogestita e autofinanziata. Coscienti dell’ importanza della loro esperienza, nata con il fine di “ creare un punto d’incontro e un dibattito tra le diverse realtà sociali e con la volontà di contribuire alla pratica e allo sviluppo di quella sensibilità necessari a cambiare lo stato delle cose”, i compagni spagnoli hanno parlato a lungo cercando di sciogliere le questioni cruciali dei tre ambiti che costituiscono la loro attivitá (la libreria associativa, l’edizione di testi propri e la rete di distribuzione nella  quale è inserita).

 

Le impressioni e considerazioni che emergono dallo scambio non sono delle più rosee. I compagni di Roma non sono intimoriti di fronte alla necessità di attivare un bussiness plan (parola che tutti pronuciano con un ghigno ironico), ma soprattutto dalle scarsissime propettive di sopravvivenza che offre la realtà economica e culturale italiana.

Cresce il dubbio che una produzione culturale nata dal basso, come esperienza di professionalizzazione di un collettivo politico possa non avere in Italia, la stessa ricezione che ha avuto a Madrid 15 anni fa.

11/02/10 Napoli

Postati in diario con i tag , , , , , , , , , su 16 febbraio 2010 da some30stuff

Arriviamo a Napoli nel primo pomeriggio e Antonio, che ci vuole bene, ci viene a prendere e ci porta a mangiare la pizza a San Biagio dei Librai, antico quartiere di editori.

Dopo un ottimo caffé, ci dirigiamo alla Facoltá di architettura il cui 3 piano é occupato da 10 anni. Ci sono dei laboratori creativi, dai quali stanno uscendo i primi adorni per i carri del Transnival, il corteo di Carnevale che si terrá oggi e che, approfita del martedí grasso per parlare di diversitá (culturale, razziale, sessuale).

Facciamo una specie di turismo transversale e cosciente, quindi chiediamo 4 Negroni.

Ci spostiamo piú tardi a Officina99.

Anche qui, il confronto culturale nasce dal basso…fantastico torneo di futbolín, o biliardino, tra compagni spagnoli e italiani

Arrivano i compagni di Insutv un collettivo di mediattivisti e finalmente inizia il vero scambio di esperienze. Luca ci racconta che Insutv é una televisione pirata ma che ultimamente il collettivo si é dedicato all’autoproduzione di documentari, come Una montagna di balle e il bellissimo e nuovissimo Il tempo delle arance. Subito, parliamo della possibilitá di sottotitolarli in castigliano e di distribuirli in Spagna, visto il grande interesse sociale di entrambi i lavori.

Abbiamo alloggiato in una bellissima casa di un palazzo di epoca borbonica, ospiti di Olga e Francesca, che sono state così gentili da accompagnarci, la mattina dopo, da Alfonso che gestisce la libreria Perditempo, dove in aprile si terrà una due gironi su editoria indipendente.

 Dopo aver fatto il punto sulla differenza tra le case editrici indipendenti (ovvero che non appartengono a nessun gruppo imprenditoriale) e quelle autofinanziate e autogestite (che non percepiscono sovvenzioni, o aiuti pubblici e che contano solo sulle prorie forze), ci siamo avviati verso la stazione centrale.

In partenza

Postati in diario con i tag , , su 10 febbraio 2010 da some30stuff

Abbiamo

sacco a pelo, asciugamano, macchina fotografica (essenziale per arricchire questo diario), mutande, calzini, magliettine (anche quella del TOR ovviamente), penna, quaderno, passaporto, biglietti, guanti, cappello, sciarpa.

Ah, e un appuntamento a Officina 99 alle 4 del pomeriggio. Fondamentale.

Non abbiamo

capito dove dormiremo a Napoli, voglia che piova (che l’ Italia è bella con il sole…come la maggior parte dei posti, ma l’ Italia di più) e soprattutto, non abbiamo nessun Iphone o oggetti tecnologicamente così avanzati da aggiornare il blog  tutte le volte che se lo meriterebbe. Farò del mio meglio, siate fiduciosi.

A presto, dal Trafitour.

Essenziali dettagli previ.

Postati in INFO con i tag , , , , , , , , , su 8 febbraio 2010 da some30stuff

Mancano 3 giorni alla partenza.

Il programma di Napoli è abbastanza libero. Sicuramente visiteremo Officina99 perchè è uno spazio storico della militanza.

I Traficantes incontreranno così anche i responsabili del progetto Libreremo, una pagina web che offre la possibilità di scaricare liberamente materiali universitari. Stiamo valutando anche la proposta di visitare lo spazio di NapoliMonitor, un’ interessante pubblicazione locale che raccoglie reportage, inchieste, articoli di cronaca e illustrazioni.

A Roma invece, saremo ospiti dell’ ESC, dove è prevista una riunione a porte chiuse per confrontarsi sull’attività editoriale da una prospettiva associativa e militante. In serata avremo il piacere di ascoltare il DJset di Isocore UpitUp records una net label italo-inglese che produce da anni musica con licenze Creative Commons.

E infine a Livorno passeremo due giorni di condivisione con i compagni de TOR, che hanno lavorato incessantemente alla prima edizione del CiCCi Festival_Mio non esiste una due giorni sulle licenze Creative Commons.

Questo blog usa lo stesso tema di quello del Festival, come omaggio, visto che senza il festival promosso dal TOR, il TrafiTour010, non sarebbe mai esistito.

Febbraio 2010

Postati in diario con i tag , , , , , , su 6 febbraio 2010 da some30stuff

È fatta.

I Traficantes si muoveranno in 3, e 3 saranno le nostre tappe. Vado con loro.

Voleremo da Barcellona a Napoli, la mattina successiva raggiungeremo Roma e il fine settimana lo passeremo a Livorno.

Il TrafiTour ha un punto di partenza, delle tappe concrete e un timing preciso.

Il vero viaggio però, deve ancora cominciare…

Gennaio 2010

Postati in diario con i tag , , su 6 febbraio 2010 da some30stuff

Napoli, l’anello mancante, il vento che soffia nei suoi cunicoli e la militanza antica. Lì c’è Antonio, che conosco  da forse 13 anni; lì c’è Officina99.

Tre città, il mediterraneo e un’unica linea ferroviaria.

I compagni di Officina attraversano un momento turbolento. In questo caso è più difficile decidere cosa, ma qualcosa faremo. Basta il loro entusiasmo a convincerci.

Dicembre 2009

Postati in diario con i tag , , , su 5 febbraio 2010 da some30stuff

Arrivo a Roma in una gelida mattinata dicembrina che non fa perdere nemmeno un grammo del suo fascino eterno alla capitale.

Nel pomeriggio vado a trovare gli amici dell’ ESC, che sono impegantissimi con il Book and wine, ma ció nonostante mi stanno a sentire.

Racconto anche a loro di una possibile visita dei Traficantes in Italia.

Inizio a pensare che il loro viaggio si possa articolare in piú tappe, per dar modo di far conoscere meglio il progetto T.d.S. e al tempo stesso dar loro l’opportunitá di confrontarsi con realtá diverse nel nostro paese.

I compagni dell’ESC conoscono già i Traficantes de sueños, hanno già avuto modo di incontrarsi in passato e riconoscono che un nuovo incontro con loro sarebbe perfetto per scambiarsi esperienze sulla pratica editoriale da una prospettiva militante.

Anche all’ESC i Traficantes saranno i benvenuti.

Novembre 2009

Postati in diario con i tag su 5 febbraio 2010 da some30stuff

Fine settimana a Livorno, dove vado a trovare i miei veri amici, quelli che sono rimasti, invece di partire come tanti altri.

A maggio del 2008 hanno occupato uno spazio e creato il T.O.R., teatro occupato, autogestito, autofinanziato e antifascista. E’ molto emozionante vedere che si puó fare ancora qualcosa a Livorno.

E come se si puó fare…quando racconto dei Traficantes e del nostro incontro, viene spontaneo chiederci: “…e se li invitassimo?”

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